Milano, Mudec, 15.06.2026 - 24.10.2026
Il fascino dei sistemi viventi non si manifesta nelle loro strutture fisse, ma nella loro innata capacità di mutare e adattarsi. Questa mostra si configura come un'esplorazione immersiva della metamorfosi biologica applicata al design del futuro e allo spazio evolutivo: organismi nati per seguire i cicli della natura, ma elevati a nuove dimensioni estetiche attraverso l'ibridazione tecnologica.
Al centro del percorso espositivo non si trovano semplici riproduzioni botaniche o tassonomie statiche, ma frammenti di una ricerca d'avanguardia che unisce l'anatomia dei tessuti cellulari alla fluidità digitale — come la crescita controllata dei filamenti del micelio, la bioluminescenza generata dalle alghe fotosintetiche e l'eleganza scultorea delle forme stampate in 3D con biopolimeri. Ogni installazione, coltura vivente o scultura idrodinamica in mostra incarna il principio dell'evoluzione perenne, dimostrando come una struttura in costante trasformazione sappia farsi incredibilmente eloquente.
Le opere selezionate svelano un'ingegneria organica che rifiuta la rigidità degli stampi industriali per abbracciare un'armonia flessibile, simbiotica e vitale. È il trionfo delle forme che respirano e cambiano insieme all'ambiente, dove il design rigido cede il passo all'intelligenza della materia vivente e l'atto di osservare la mostra si trasforma in un rituale di connessione profonda con l'ecosistema di domani.
"Voglio biologizzare la macchina. Dobbiamo smettere di pensare alla tecnologia come a qualcosa di freddo, metallico e separato da noi, e iniziare a progettarla come se fosse un organismo vivente: qualcosa che respira, che ha un odore, che muta e che possiede una propria intelligenza sensoriale." — Anicka Yi


