In InDesign il foglio è un tavolo vuoto e vige una regola d'oro: nulla può fluttuare nell'aria. Per inserire qualsiasi cosa, devi prima costruirgli una "casa".
Se vuoi scrivere anche solo una parola, devi prendere lo Strumento Testo (l'icona con la T), cliccare sul foglio e trascinare il mouse per disegnare una scatola trasparente (chiamata Cornice di testo). Solo a quel punto vedrai il cursore lampeggiare e potrai scrivere.
Il vantaggio segreto: Avendo il testo chiuso dentro una scatola, puoi prendere la Freccia Nera e spostare quel blocco di parole ovunque sul foglio con la massima libertà, proprio come se fosse un post-it su una lavagna, senza che distrugga l'impaginazione del resto del documento.
Questo è l'errore che fa impazzire tutti. In InDesign, una fotografia è composta sempre da due elementi separati:
Un "quadro" esterno (il contenitore).
La "tela" interna (la foto vera e propria).
Quando rimpicciolisci il bordo della foto con la freccia nera, stai solo rimpicciolendo il quadro, quindi stai "tagliando" i bordi della foto.
Il trucco salvavita: Per inserire una foto senza fare pasticci, premi Ctrl + D (o Cmd + D su Mac) e seleziona l'immagine dal tuo computer. Disegna il riquadro sul foglio. Se la foto è tagliata o deformata, fai click con il tasto destro del mouse sull'immagine, vai su Adattamento e seleziona Riempi cornice proporzionalmente. Magia: la foto si adatterà da sola al riquadro in modo perfetto, senza allungarsi o schiacciarsi.
Per spostare gli oggetti su InDesign usa sempre lo strumento Selezione (la Freccia Nera). È la tua mano sul tavolo da disegno: clicchi su una scatola di testo o su una foto e la sposti dove vuoi.
Per evitare che il tuo documento sembri amatoriale, InDesign ti mostra delle linee colorate sul foglio (i Margini rosa e le Colonne viola). Ricorda: queste linee sono binari invisibili. Non verranno mai stampate e non si vedranno nel PDF finale. Servono solo a te come una guida magnetica: quando sposti una foto o un testo vicino a queste linee, il blocco si "aggancerà" da solo, permettendoti di avere tutto perfettamente allineato al millimetro, pulito e ordinato come una pagina di un vero giornale.
Quando crei un progetto con tante pagine (come una tesina o un portfolio), non devi inserire elementi ripetitivi a mano su ogni foglio. InDesign ha delle pagine speciali "nascoste" chiamate Pagine Mastro (o Parent).
Tutto quello che disegni o scrivi dentro queste pagine speciali (il numero di pagina automatico, un logo, una linea colorata) apparirà magicamente e nello stesso identico punto su tutte le altre pagine del tuo documento. Se cambi colore alla linea sulla Pagina Mastro, si aggiornerà ovunque in un millisecondo.
Gli stili di paragrafo sono la bacchetta magica di InDesign. Immagina di impostare il tuo titolo perfetto: font elegante, colore magenta, dimensione 24. Puoi "salvare" questa combinazione dandogli il nome "Miei Titoli".
Da quel momento in poi, ti basterà cliccare su qualsiasi altro testo e premere il bottone "Miei Titoli" per formattarlo all'istante. La cosa incredibile? Se domani decidi che i titoli devono essere blu e non più magenta, modifichi lo stile e tutti i titoli del sito o del documento cambieranno colore insieme, automaticamente.
A differenza di Word o Canva, InDesign è un programma leggerissimo perché non salva le immagini dentro al file. Quando inserisci una foto, InDesign crea solo un "ponte invisibile" (un collegamento) verso la cartella del tuo computer in cui si trova quella foto.
Se sposti, rinomini o cancelli la foto dal tuo computer, il ponte si rompe e InDesign non sa più cosa mostrarti.
La regola d'oro: Tieni sempre le tue immagini e il file di InDesign dentro la stessa identica cartella. Quando hai finito il lavoro, usa il comando Pacchetto (Package): InDesign creerà da solo una nuova cartella pulita con dentro il file, tutti i font usati e tutte le immagini al sicuro, pronta per essere spedita a chiunque senza errori.
Questa è l'operazione più importante prima di spegnere il computer. InDesign non incorpora i font e le immagini dentro al file per rimanere leggero. Se sposti solo il file di InDesign, perderai tutto.
La soluzione automatica: Quando hai finito il lavoro, non fare un semplice "Salva". Vai su File e clicca su Pacchetto (Package). InDesign farà una magia: creerà da solo una nuova cartella con dentro il tuo file, una cartella con tutte le immagini usate e una con tutti i font. Ti basta mandare questa cartella (magari zippata) a chiunque per essere sicuro che il tuo progetto si apra in modo identico e perfetto su qualsiasi computer del mondo.
Quando devi mandare un lavoro a stampare, la tipografia ha bisogno di guide precise per tagliare la carta.
Ricorda due regole: tieni i testi importanti ad almeno 5mm di distanza dal bordo (area di sicurezza) e, se hai uno sfondo colorato, fallo uscire fuori dal bordo del foglio di 3mm (la famosa Abbondanza o Bleed). Quando esporti in PDF per la stampa, spunta la casella "Usa impostazioni al vivo del documento" e "Crocini di ritaglio": il tipografo ti ringrazierà e il tuo stampato sarà perfetto, senza bordi bianchi.
InDesign ha due modi completamente diversi di creare un PDF. Quando vai su Esporta, il programma ti fa una domanda cruciale:
Adobe PDF (Stampa): Crea un file pesantissimo, alla massima risoluzione possibile, perfetto per i macchinari della tipografia, ma impossibile da mandare via mail.
Adobe PDF (Interattivo): È la scelta corretta se il tuo lavoro va visto su uno schermo. Il file diventa leggerissimo (pochi Mega), le foto rimangono nitide ma ottimizzate per il web, e soprattutto tutti i link che hai inserito (la tua mail, il tuo sito, i tuoi social) diventeranno cliccabili per davvero da chi riceve il file.